Martini Bias Crime, Io Sono Amore - I diari di un figlio di mafia

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Negli anni ’70 Ida Ferrari ha rinunciato alla sua famiglia per l’amore dei propri figli e per proteggerli. Vent’anni dopo, quando il DNA reclama le proprie origini, inizia il viaggio dell'adolescente alla ricerca delle proprie verità. Amori e amicizia, sogni e speranza. Segreti e bugie, Mafia, orgoglio e pregiudizio raccontate nei diari di un ragazzo che cambierà la vita della sua famiglia e di coloro che lo circondano.
Alessandro non è solo. Sara, Rita, Sonia e Roberto… quante cose possono accadere in quindici anni di vita? Riuscirà a fare riabbracciare sua nonna alla propria madre, prima di essere ucciso?
Il viaggio di un gruppo di ragazzi pugliesi verso la meta dei trent’anni, alla ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo. Uno spaccato sociale e culturale di un’Italia disillusa dai valori tradizionali, vissuta da una generazione additata come priva di morale, sogni e ambizioni.
Martini Bias Crime, Io sono Amore.
Maggio 2010, p.343 - Boopen editore
Leggi le prime cinquanta pagine del libro in italiano
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Martini Bias Crime, Io sono Amore.
Maggio 2010, p.343 Boopen editore
L'AMULETO DELL'ESSERE, lettere dal mio mondo interiore
"Se l’ES, il patrimonio ereditario che tutti possediamo, non trova riscontro nel mondo circostante, cosa potrebbe accadere?"
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L'amuleto dell'Essere è una raccolta di lettere che Alessandro riceve dal suo ex ragazzo Icaro durante il secondo anno di università a Perugia. Icaro si racconta gradualmente fino a rivelare al suo amato l’esistenza del suo mondo interiore. Sofferenze insolute come l’adozione di genitori ricchi incapaci di dare affetto, il contrasto con il suo sviluppo psichico e la società ostile fanno si che Icaro crei nella sua fantasia il mondo di Kephri.
Sarà un amuleto donato al ragazzo in sogno dal dio Anubi, che renderà possibile il rifugio in un mondo interiore dove rigenerarsi e affrontare le cattiverie che la società gli infligge. Riflessioni sulla vita, psicologia, mitologia egizia e spietata realtà raccontata dalle lettere di un eroe dei nostri tempi, che sarà in futuro il presunto assassino di Alessandro Martini, prima del suicidio.
La sindrome adolescenziale di khepri
Nel romanzo Khepri è innanzitutto un amuleto egizio, donato a Icaro in sogno da Anubi. Icaro immagina che da quest’ultimo partano delle bende che avvolgono il suo corpo, mummificandolo. È allora che inizia la sua lotta interiore, e "Khepri" diventa il suo mondo interiore, un luogo dove rifugiarsi, combattere il male della realtà e rigenerarsi per affrontare il presente.
Da questo concetto nasce la “Sindrome adolescenziale di Khepri”: Se un adolescente cresce in una società ostile, crea un mondo interiore per difendere il proprio essere e sfuggire da quello reale. Khepri è così l'eterna battaglia fra il proprio sentire e il mondo circostante, la consapevolezza di non essere uguali agli altri in tutto e per tutto e di essere classificati diversi dal mondo circostante, a partire dalla famiglia di origine.
La battaglia consiste nel ricavarci una nostra identità, così come siamo, crearci uno spazio vitale per accettarsi ed essere accettati. La nostra maturità deve consentirci di equilibrare queste esigenze e riuscire a poter convivere bene con il nostro ‘io’.
I edizione 2008, 98 p., brossura
Editore SBC Edizioni (collana Autori italiani moderni)
Il libro ha partecipato alla V edizione del Premio Letterario Nazionale “Libri Editi" (Ragusa).Molti aforsimi, tratti da questo romanzo, si trovano oggi su diversi blog adolescenziali.
Leggi l'anteprima del libro:
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Icaro e Alessandro, Ing e Iang
Con grande consenso di pubblico, L'amuleto dell'Essere viene riproposto in maniera più matura con un nuovo sottotitolo lettere dal mondo interiore di un probabile assassino. Revisionato per il popolo britannico, prima della traduzione del libro in inglese, Gaetano Barreca riporta fino alla fine dei loro giorni le vite di due anime che si incrociano lungo il cammino per poi perdersi e ritrovarsi. Un amore puro e disperato vissuto in una societa' sbagliata.
Qui di seguito un nuovo capitolo della saga:
"A quanto pare, se vuoi vivere serenamente in società, devi rinunciare a te stesso, conformarti alle regole e diventare un automa. Ma se davvero riuscissimo in questo, ad adeguarci all’imposizione della società, a divenire essere omologati come gli altri desiderano, se e allor quando riusciremo in tutto ciò, saremo realmente felici? O vagheremo storditi, sulle rive dell’Acheronte, come anime senza meta per il resto della nostra esistenza? Io non voglio fare finta, voglio essere e sentirmi vivo.
E’ un desiderio cosi semplice, cos’è la felicità se non il vivere in armonia con se stessi e con il mondo circostante, senza dover essere costretti a rinchiudersi nella propria solitudine o in mondi interiori per sopravvivere? E ai visionari come noi domando ancora: siamo nati nell’epoca giusta? O la nostra follia, le nostre anime, i sentimenti, il sapere sono così avanti coi tempi che tocca proprio a noi cambiare il destino triste delle persone dando una speranza in piu? Essere testimioni della purezza dei nostri sentimenti, del nostro essere.
Far capire che essere diversi, per noi, non vuol dire nulla.
Se fosse davvero possibile esserne testimoni, significherebbe che le sofferenze patite avrebbero un senso e in fin dei conti... capirei, godendo del presente, che i miei dolori, gli squarci dell’anima non sono stati inutili.
Nell’attesa del cambiamento ci sosteniamo a vicenda. Sopravviviamo dando alle nostre anime cibo di filosofie, sogni e speranze. Ci osserviamo.
Come Icaro, il mito greco che porta il mio nome, diveniamo l’allegoria personificata di chi, per staccarsi dalla realtà ostile, perde le sue ali di cera e precipita a terra. Ad ogni tentativo vano, nonostante le ferite, ne costruiamo di nuove, per tentare ancora. La fiamma delle candele consumate, scandisce il tempo della nostra ostinazione, consapevoli che un giorno riusciremo a volare.
Eppure rifletto, mi struggo, non trovo ragione e i miei pensieri si confondono e contraddicono cercano una spiegazione logica a questo accanimento sociale del nostro mancato riconoscimento come esseri umani. Hey... io sono qui, sono Icaro, non sono un personaggio mitologico ma un Essere reale. Io vivo, perche’ fate finta che io non esista?
Qui di seguito un nuovo capitolo della saga:
"A quanto pare, se vuoi vivere serenamente in società, devi rinunciare a te stesso, conformarti alle regole e diventare un automa. Ma se davvero riuscissimo in questo, ad adeguarci all’imposizione della società, a divenire essere omologati come gli altri desiderano, se e allor quando riusciremo in tutto ciò, saremo realmente felici? O vagheremo storditi, sulle rive dell’Acheronte, come anime senza meta per il resto della nostra esistenza? Io non voglio fare finta, voglio essere e sentirmi vivo.
E’ un desiderio cosi semplice, cos’è la felicità se non il vivere in armonia con se stessi e con il mondo circostante, senza dover essere costretti a rinchiudersi nella propria solitudine o in mondi interiori per sopravvivere? E ai visionari come noi domando ancora: siamo nati nell’epoca giusta? O la nostra follia, le nostre anime, i sentimenti, il sapere sono così avanti coi tempi che tocca proprio a noi cambiare il destino triste delle persone dando una speranza in piu? Essere testimioni della purezza dei nostri sentimenti, del nostro essere.
Far capire che essere diversi, per noi, non vuol dire nulla.
Se fosse davvero possibile esserne testimoni, significherebbe che le sofferenze patite avrebbero un senso e in fin dei conti... capirei, godendo del presente, che i miei dolori, gli squarci dell’anima non sono stati inutili.
Nell’attesa del cambiamento ci sosteniamo a vicenda. Sopravviviamo dando alle nostre anime cibo di filosofie, sogni e speranze. Ci osserviamo.
Come Icaro, il mito greco che porta il mio nome, diveniamo l’allegoria personificata di chi, per staccarsi dalla realtà ostile, perde le sue ali di cera e precipita a terra. Ad ogni tentativo vano, nonostante le ferite, ne costruiamo di nuove, per tentare ancora. La fiamma delle candele consumate, scandisce il tempo della nostra ostinazione, consapevoli che un giorno riusciremo a volare.
Eppure rifletto, mi struggo, non trovo ragione e i miei pensieri si confondono e contraddicono cercano una spiegazione logica a questo accanimento sociale del nostro mancato riconoscimento come esseri umani. Hey... io sono qui, sono Icaro, non sono un personaggio mitologico ma un Essere reale. Io vivo, perche’ fate finta che io non esista?

