Gaetano Barreca, THE ITALIAN WRITER FROM LONDON 
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Le amiche Oche del Tè e la Festa del volersi bene

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anto tempo fa, nel grande parco di Londra, c'erano tre belle oche che si riunivano tutti i pomeriggi alle quattro per l'ora del tè! Erano tutte molto  amiche: la signora Oket, Squazzy e Okalinda. Erano tutte sempre molto allegre. Ognuna di loro aveva una propria personalità. Per esempio: Oket adorava ridere e scherzare, aveva sofferto molto quando era piccola e adesso voleva solo essere felice e rendere felici le persone che stavano intorno a lei.

Squazzy amava leggere e ascoltare la gente, ogni tanto dava dei saggi consigli alle amiche. Okalinda era la più bella oca del parco, amava la moda e dava consigli su come migliorare l'aspetto esteriore delle amiche. Dovevate sentire i loro discorsi!

«Quack, quack, quack!» Dicevano continuamente, ed era bello vederle, oltre che sentirle.

Ogni giorno, alle loro riunioni, Le Amiche Oche del Tè, indossavano dei bellissimi cappelli. Grandi, grandi! Proprio come delle vere signore.

Un giorno il Vento Impertinente, passando in quel parco, si accorse della loro felicità e s'infastidì. Ogni volta che passava, tutti si coprivano il viso. Era stanco di questo, così prima di andarsene, soffiò tanto forte che fece volare via tutti i loro bellissimi cappelli. Le Amiche Oche del Tè corsero a perdifiato per recuperare i loro copricapo, ma nel farlo ridevano. Avevano preso questo gesto del Vento come un gioco.

Come se non bastasse, quel pomeriggio arrivò anche la Pioggia Timidella. Sapete cosa fece? Fece iniziare a piovere cosi forte, ma così forte che nemmeno i grandi cappelli potevano salvare le oche dalla pioggia. La Pioggia era timida e l'unico modo per portare l'attenzione su di sé era quello di far piovere, tanto ma cosi tanto che chiunque avrebbe alzato gli occhi al cielo. Anche lei voleva delle amiche con cui ridere. Quel giorno la riunione delle oche era stata sospesa. Uffa che noia!

Ma le Amiche Oche del Tè avevano un piano.

Il giorno dopo, esattamente alle quattro del pomeriggio, nel grande parco di Londra le Amiche Oche del Tè decisero di organizzare un party. E scelsero anche un nome. Lo chiamarono la Festa del volersi bene. Ma furbe, attendendo l'arrivo del Vento Impertinente e di Pioggia Timidella, si attrezzarono.  Avevano legato ai loro grandi cappelli dei lacci per fare in modo che il vento, col suo soffio, non li facesse volar via. In più, soddisfatte, indossarono dei bellissimi stivaletti per la pioggia rossi e gialli e in più un ombrello per ciascun’oca, in modo che la pioggia non le avrebbe bagnate. Inutile dirvi che Okalinda era davvero bella, ma così bella con le sue piume bianche che qualsiasi cosa indossasse le stava bene. Le Amiche Oche del Tè iniziarono così la loro festa...

«Quack, quack, quack!» Dicevano, divertendosi gaiamente.

Vento e Pioggia, avendo saputo della festa da uno Scoiattolino Chiacchierone, si diedero appuntamento per andare anche loro alla festa. Perché tanto odio nei loro riguardi? Perché Vento e Pioggia dovevano essere sempre discriminati solo perché erano dei fenomeni atmosferici e non degli animali? Arrivarono così alla Festa del volersi bene. Ma furono sorpresi!

Appena arrivati, infatti, le Amiche Oche del Tè iniziarono a salutarli: «Quack, quack, quack ben arrivati» dicevano loro.

La prima a parlare con un gran sorriso fu Squazzy: «Questa festa è per voi, per chiedervi scusa!»

 La signora Okalinda parlò al Vento Impertinente: «Vento, se quando passi, ci copriamo il viso e scappiamo via, è solo perché a volte soffi troppo forte, ma adesso ci siamo attrezzate. Guarda che bei lacci colorati abbiamo aggiunto ai nostri grandi cappelli!»

E poi tutta contenta aggiunse: «Non pensi che diano più colore al mio viso?»

La signora Oket invece si rivolse a Pioggia Timidella: «Ci piaci molto, non devi essere timida. Sei la benvenuta e anche a causa tua abbiamo pensato di proteggerci per restare insieme. Non devi sentirti diversa. Anche noi tre Amiche Oche del Tè siamo diverse una dall'altra perché ognuna ha la propria personalità!»

Okalinda aggiunse: «Si pioggia, è grazie a te se posso indossare questi bellissimi stivali.»

Tutti allora sorrisero e anche Vento e Pioggia chiesero scusa: «È colpa del nostro sentirci diversi che siamo diventati cosi timidi e impertinenti, ci siamo sentiti tanto soli ed esclusi dalla vostra gioia. Scusateci, siamo stati due stupidini. Volevamo solo essere felici. Ma oggi ci avete dato una grande lezione di Vita. Anche noi esistiamo, siamo tutti parte di questo mondo e anche noi vi vogliamo bene!»

E così tra un tè e un altro, un quack e i consigli di moda di Okalinda, continuarono tutti assieme a vivere felici e contenti.


 Gaetano Barreca

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